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9 Feb

Trasloco: Le regole per l’occupazione del suolo pubblico a Roma

Durante un trasloco si rende ovviamente necessaria, per un periodo di tempo limitato allo scarico o al carico dei mobili, l’occupazione del suolo pubblico. Quali sono le regole per la città di Roma e come fare per espletare questa formalità? Ecco una breve guida all’argomento.

 

Quando si deve richiedere il permesso

Il permesso per l’occupazione del suolo pubblico durante i traslochi a Roma, deve essere richiesto tutte le volte in cui, per un motivo straordinario e di durata circoscritta, è necessario ingombrare il suolo cittadino. Anche nel caso di un trasloco, quindi, indipendentemente dal fatto che ci sia il ricorso o meno ad una piattaforma per il trasferimento dei pacchi e degli arredi, occorre contattare il competente ufficio amministrativo comunale per questa richiesta.

La domanda per la concessione temporanea del suolo con la motivazione di un trasloco è la medesima che viene effettuata quando si devono eseguire dei lavori edili oppure quando si rende necessaria la potatura di alberi o di arbusti.

L’iter per questa pratica è molto preciso e dettagliato e sono previsti dei tempi certi per l’eventuale risposta. Poiché sono necessari 30 giorni prima di ottenere l’assenso, è bene muoversi per tempo prima del trasloco, in modo tale da essere certi di avere la documentazione in regola per la data dell’effettivo trasloco.

 

Qual è l’iter per la presentazione della domanda

Per ottenere il permesso di occupazione temporanea del suolo pubblico nella città di Roma occorre innanzitutto scaricare la modulistica ufficiale dal sito del Comune e compilarla in tutte le sue parti.

Oltre a questo, è indispensabile fornire una serie di informazioni aggiuntive che sono relative alla strada, allo spazio a disposizione, all’eventuale struttura da installare e altre informazioni che sono dettagliatamente descritte all’interno della modulistica. In generale si lascia questo compito alla ditta di traslochi che è molto più pratica nell’espletamente di tali formalità.

A questa richiesta sono legate anche delle spese. In particolare la domanda deve essere corredata di due marche da bollo, ciascuna di un valore pari a 14,62 euro. Esistono poi delle tariffe che variano in base alla quantità di suolo da occupare, alla durata e al quartiere. Per le occupazioni di durata inferiore alle sei ore non sono previsti contributi aggiuntivi.

Entro 30 giorni il Comune darà un suo assenso. In caso di mancata risposta vale la regola del silenzio/assenso trascorsi i 30 giorni dalla presentazione della domanda. Il permesso si considera decaduto al termine del periodo di occupazione temporanea dichiarato nella domanda di concessione.

 

Cosa avviene nei casi di urgenza

Può capitare che il trasloco sia organizzato in maniera improvvisa e non sia possibile presentare la documentazione richiesta entro i 30 giorni precedenti al trasloco. Cosa fare in questi casi? È possibile comunque procedere all’occupazione temporanea del suolo pubblico ma si deve avere l’accortezza di presentare immediatamente domanda e documentazione da allegare.

Il termine in questi casi è di 7 giorni dalla data di occupazione del suolo mentre il pagamento della quietanza deve essere immediato. Le tasse relative all’occupazione del suolo in questo caso, però, sono maggiorate di una sorta di multa pari al 50% dell’importo totale. Nel caso in cui la domanda tardiva venga rigettata per un qualsiasi motivo, l’occupazione del suolo deve essere considerata abusiva, con relative multe.

Al termine dell’occupazione temporanea di suolo pubblico per trasloco, il richiedente ha l’obbligo di riportare il luogo al suo stato originale, avendo cura anche di rimuovere eventuali materiali residui del trasloco.

 

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