Se si ha una casa locata e l’inquilino viene a mancare prima di liberarsi dei suoi beni materiali è opportuno prestare attenzione a quanto stabilisce la legge. Ecco cosa fare con i mobili di un inquilino deceduto.
Cosa fare con i mobili di un inquilino deceduto
Il fatto che l’appartamento sia di propria proprietà non giustifica che lo stesso venga liberato automaticamente dei mobili del conduttore, quando l’inquilino è deceduto, perché si rischia di violare diritti di terzi, che potrebbero reclamare i medesimi.
Sembra un paradosso, ma anche nel caso di morte, vi è una procedura da seguire, in quanto si rischia di violare la proprietà altrui di beni che seppur rientrano nell’ambito di un immobile di propria proprietà sono dislocati all’interno di un immobile regolarmente locato e che fino a quel momento era nella disponibilità del conduttore, per cui si potrebbe qualificare una violenza privata.
Procedura da seguire per i mobili di un inquilino deceduto
In primo luogo, bisogna accertarsi che non vi siano eredi, che possano reclamare i mobili. Gli eredi possono richiedere gli oggetti presenti nell’immobile a titolo di quota ereditaria, e sono vincolati a lasciare libero l’immobile il prima possibile per consentire al proprietario di accedervi liberamente. Naturalmente, vi deve essere un’accettazione del quantum lasciato.
Lo stesso vale, nel caso della presenza di un amministratore di sostegno, chiamato a tutelare gli interessi personali e giuridici del conduttore, quest’ultimo può essere costretto dal Giudice Tutelare ad assumere una posizione sui beni.
Altresì, va valutato che l’inquilino non abbia creditori interessati ad appropriarsi di tali mobili e che pertanto non vi sia un pignoramento o un sequestro degli stessi per crediti maturati.
In tal caso si dovrebbe chiedere che i beni vengano custoditi altrove per garantire i diritti terzi e il diritto del medesimo ad accedere al proprio immobile. A questo proposito potrebbe essere utile un magazzino di deposito mobili per trasloco. Anche se non si tratta di un vero e proprio trasloco, di solito questi spazi vengono affittati ugualmente.
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Cosa dice la Legge
La legge stabilisce che il proprietario di un immobile non può, in alcun modo, divenire proprietario anche dei beni lasciati dal conduttore nel proprio immobile, ma deve, laddove il conduttore non abbia lasciato disposizioni, custodire i beni oppure porli in un deposito, dopo aver avvertito le autorità, o aver cercato di comunicare con possibili eredi conosciuti in vita.
Vi è da dire, che la normativa tutela il proprietario dell’immobile con il pignoramento dei mobili e i beni in essi custoditi nel caso in cui il conduttore fosse insolvente nei suoi confronti.
Una volta definita la situazione, nel caso in cui l’inquilino non abbia eredi o altre persone interessate, quali ad esempio creditori, è possibile seguire la procedura di liberazione dell’immobile.
Dopo aver espletato tutte le operazioni di accertamento dovute, avvertite le pubbliche autorità, il proprietario viene autorizzato a liberare l’immobile dai mobili, purtroppo a sue spese, se non ha nessuno a cui accreditare l’operazione, ma questo è l’unico modo per poter rientrare legittimamente in possesso del suo bene.
Del reso nel caso di morte, la colpa non può essere addebitata al conduttore che magari senza parenti non ha lasciato disposizioni sul merito.
Naturalmente ci sono beni e beni, in tal caso si sta parlando di mobili ovvero di beni di natura ingombrante o no di vestiti o oggetti futili che possono essere facilmente rimossi senza le dovute autorizzazioni.
In ogni caso, siccome la nostra è una ditta traslochi di Roma e non si occupa di legge, meglio rivolgersi a un avvocato che potrà consigliarvi al meglio su come fare con i mobili di un inquilino deceduto.